Un modo etico

bioarchitettura 1Il patrimonio immobiliare costruito in Emilia-Romagna prima del 1980 si stima che ammonti a 124.000.000 di mq. E’ quanto emerge dal Laboratorio e Finanza per l’Edilizia Sostenibile coordinato da Aster, la società regionale per l’innovazione e la ricerca industriale e Nomisma.

Alla luce di questo dato unitamente alla sempre maggiore attenzione all’ambiente ed agli effetti che la presenza e l’attività stessa dell’uomo provocano, così come alla sostenibilità di costruzioni e stili di vita dell’uomo, si sente sempre più spesso parlare di Bioedilizia. Questo termine è una semplice convergenza di tanti fattori e bisogni che i progettisti e le imprese edili devono prendere in considerazione all’inizio di un’opera. E’ di fondamentale importanza ponderare, dalla prima fase di progettazione, l’esigenza di tutela dell’ambiente attraverso l’utilizzo di materie prime considerando anche ed il successivo smaltimento dei rifiuti.

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La tutela della salute si attua sia durante la preparazione dei materiali che successivamente nella posa, ponendo attenzione al rilascio di sostanze tossiche all’interno degli ambienti, al risparmio energetico, e tanto altro. Costruire in bioedilizia significa limitare il consumo di risorse non rinnovabili e, utilizzando materiali non nocivi ed ecologici, ridurre al minimo l’impatto sulla salute e sull’ambiente.

Conoscere i processi, informarsi sui fattori potenzialmente pericolosi sia per gli addetti ai lavori che per i futuri inquilini ed utilizzatori degli spazi costruiti, appare un atto doveroso per sé e per l’ambiente circostante.