Una stanza d’acqua

fonte battesimaleFin dall’antica cultura minoica l’uomo ha conferito un ruolo molto importante all’acqua, associandola a riti di purificazione e rinascita.

Questa concezione sacrale si manifesta nella sua più evidente espressione nei battisteri paleocristiani attraverso le vasche a immersione. Con i Romani invece si assiste ad un cambiamento: l’azione di immergersi nell’acqua diventa un’azione pratica, igienica e sociale. Nascono così i grandi complessi termali, vere e proprie architetture monumentali, dove la vita sociale si intreccia con quella politica, luoghi aperti e accessibili per tutti i ceti sociali. Le terme romane si articolavano per la maggior parte dei casi in frigidarium, tiepidarium e calidarium, dove un sofisticato sistema ingegneristico controllava la temperatura dell’acqua e degli ambienti.

terme romaneNonostante le terme rimangano in funzione per diversi secoli trasformate in “bagni pubblici”, in parallelo si diffonde sempre di più nelle classi agiate l’esigenza di avere nelle proprie case uno spazio dedicato all’igiene del corpo. Nel Medioevo spesso questa necessità si palesa nella presenza di una semplice vasca all’interno delle camere private. Vengono infatti definite come “salle de bain”, ovvero delle stanze dove le dame, aiutate dalle loro cortigiane, si prendevano cura del loro corpo. La maggior parte delle persone però non poteva godere di tale lusso, limitandosi quindi a frequentare i bagni pubblici.

Soltanto nel XVIII secolo torna a riaffermarsi la cultura dell’igiene personale ma bisognerà aspettare il XX secolo affinché anche la progettazione architettonica si preoccupi delle esigenze igienico-sanitarie a tal punto da introdurre nelle abitazioni più lussuose una stanza dedicata. ville savoye le corbusierNel secondo dopoguerra il bagno si diffonde anche nelle abitazioni comuni ma continua ad avere l’aspetto di un mero servizio igienico, dalle dimensioni molto ridotte, seguendo la concezione funzionalistica degli architetti del primo Ventennio. Negli ultimi dieci anni invece si è assistito ad un cambiamento radicale nella concezione del bagno: non è più uno spazio esclusivamente di servizio ma viene considerato come un’ambiente dove potersi rilassare e curare il proprio corpo. Pertanto la progettazione del bagno si arricchisce di nuovi materiali e nuovi arredi. Designer e architetti danno sfogo alla loro creatività creando delle vere e proprie “stanze del benessere”.

Ancora oggi però il rapporto che l’uomo ha con l’acqua varia da cultura a cultura.

In Svezia ad esempio la tradizione delle spa è nata più di 300 anni fa in località come Loka Brunn, divenuta famosa per le proprietà terapeutiche delle proprie sorgenti quando il Re di Svezia, che soffriva di frequenti emicranie, si recò in questa località per il proprio ‘battesimo in acqua’. Per gli svedesi il tempo libero e le visite alle spa sono un momento molto importante; “benessere” per loro infatti significa sfuggire alla frenesia del lavoro e della vita quotidiana per un week-end da vivere semplicemente con la famiglia e gli amici.

In Giappone si tramanda da secoli l’Ofuro, ovvero l’antico rituale del bagno praticato in vasche di legno hinoki (cipresso giapponese), ofuro giapponedalla forma squadrata e molto profonda. Lo scopo dell’Ofuro era di purificare prima il corpo, con un vero e proprio lavaggio del corpo e dei capelli, e poi lo spirito, grazie al rilassamento raggiunto immergendosi nell’acqua bollente della vasca. Ancora oggi questo rituale è praticato dai giapponesi. Secondo la tradizione ogni membro della famiglia deve utilizzare la stessa acqua, in un preciso ordine gerarchico, se ci sono degli ospiti questi vi accederanno per primi, per sottolinearne l’importanza.